Archive for dicembre, 2008

30
dic

Vampire Kisses!!!

   Posted by: Gamberetta    in fantasy

Copertina di Vampire Kisses Titolo originale: Vampire Kisses
Autore: Ellen Schreiber

Anno: 2003
Nazione: USA
Lingua: Inglese
Editore: HarperTeen

Genere: Rosa con gnokki
Pagine: 253

Ho letto le prime pagine di Vampire Kisses pensando: “chissà che incredibile stupidaggine, magari se è abbastanza demente posso cavarne un articolo per il blog. E in più potrei dileggiare l’autrice. E offendere le fan.” Del resto parto sempre con questo atteggiamento, essendo stata infettata da piccola con il morbo della kattiveria.
Invece Vampire Kisses pur non essendo un capolavoro, e in verità neanche un bel romanzo, si è però rilevata una lettura interessante.

La storia è la seguente: Raven ha da poco compiuto sedici anni e non è felice. Abita in una piccola cittadina, da lei ribattezzata “Dullsville”, e oltre che macerarsi nella noia deve sopportare il fatto che nessuno le voglia bene. Perché Raven è una goth girl e nessuno la capisce. Nessuno capisce perché lei debba vestirsi sempre di nero, essere ossessionata dai film dell’orrore e dai romanzi di Anne Rice, adorare le tenebre e le vecchie case diroccate. Nessuno poi vuole darle retta quando spiega che da grande lei sogna di diventare un vampiro.
Un bel giorno una nuova famiglia si trasferisce nelle magione di Benson Hill, una villa abbandonata da anni. I nuovi arrivati sono una ricca famiglia europea; hanno abitudini particolari e non si fanno mai vedere alla luce del Sole. Raven scopre che fa parte della famiglia anche un ragazzo diciassettenne, tale Alexander. Di Alexander basti dire che “His eyes were dark, deep, lovely, lonely, adoringly intelligent, dreamy. A gateway into his dark soul.” Come ovvio Raven s’innamora subito di Alexander, e lui di lei, ma c’è un grosso problema: lui è uno gnokko o in terminologia pre-Meyer un vampiro.

Alexander
Lo gnokko Alexander. Non so se sia più gnokko dello gnokko Edward, ma almeno non sta ripetendo per la quindicesima volta il Liceo: è già qualcosa

Come si vede la trama è in pratica quella di Twilight: ragazzina sola nella piccola cittadina ostile e vampiro adolescente. Peccato che Ellen Schreiber abbia scritto Vampire Kisses due anni prima di Twilight. Perciò ai “meriti” della signora Meyer si può aggiungere anche quello di aver scopiazzato senza ritegno (anche se poi è chiaro che sia la Schreiber sia la Meyer hanno attinto a una serie di idee che già circolavano da tempo, da Buffy a The Vampire Diaries).
A essere sincera, mentre leggevo Vampire Kisses ho varie volte sghignazzato perché credevo che la Schreiber stesse prendendo varie scene da Twilight e le stesse riscrivendo in chiave ironica, invece era il contrario! È la Meyer che ha rubato le scene e le ha riproposte senza neppure un briciolo dell’umorismo di partenza.
Lo stesso vale per lo stile. La Schreiber è molto brava: se si escludono un paio di passaggi a vuoto il testo scorre in maniera impeccabile. È uno stile solo in apparenza elementare, in realtà scrivere così è difficile: non sono rimasta sorpresa nello scoprire che questo Vampire Kisses è il quarto romanzo che l’autrice pubblica.
La mia affermazione può suonare strana se si è appena letta la descrizione degli occhi di Alexander, infatti l’uso indiscriminato di aggettivi e avverbi è una delle stigmate dello scrittore dilettante. Ma qui è l’ironia: in una scrittura sempre molto trasparente e controllata la Schreiber si sbrodola solo quando descrive il suo gnokko, e questo ne comunica un’immagine così sopra le righe da suscitare un sorriso. Dove la Meyer descrivendo Edward come bello quanto un Dio greco vuol essere seria, la Schreiber sta giocando con il cliché del vampiro bello e tenebroso.
Uguale per la protagonista, Raven. La Schreiber ne fa una caricatura della goth girl, insistendo apposta ad associarle l’aggettivo black appena possibile:

Somehow I made it through the day. Cutting and gluing black paper on black paper, finger painting Barbie’s lips black, and telling the assistant teacher ghost stories
[...]
I dragged myself out of bed and put on a black, cotton sleeveless dress and black hiking boots, and outlined my full lips with black lipstick.
[...]
They all looked at me—at my black lipstick, black nail polish, blackened hair, black spandex dress, and clunky black plastic bracelets.
[...]
I was wearing matte black lipstick instead of gloss, black turtleneck, black jeans, and a tiny black backpack with a flashlight and disposable camera.
[...]
I was wearing my Saturday-night best: a black spandex sleeveless mini-dress with a black lacy undertop that peeked through, black tights, unscuffed combat boots, black lipstick, and silver-and-onyx earrings.

…e così via. La faccenda funziona perché tutta questa oscurità è in contrasto con il carattere di Raven. Raven è spigliata, a tratti coraggiosa, intelligente, qualche volta un po’ carogna ma anche generosa, spiritosa, spesso persino allegra (niente a che spartire con quella larva di Bella). È lo stesso meccanismo per cui Shrek che è un orco ma si comporta da brava persona suscita simpatia. Raven ha l’aspetto di una goth girl ma si potrebbe dire che ha un carattere solare.
Raven non è certo il mio personaggio femminile preferito, ma mi ha fatto piacere che la Schreiber, pur mirando a quel pubblico che io chiamo di ragazzine cerebrolese, non abbia rinunciato a proporre una protagonista con un quoziente d’intelligenza superiore alla singola cifra.

Cosplayer
Una cosplayer addobbata da Raven. Qui un suo filmato

La Schreiber è anche più verosimile della Meyer: i suoi gnokki si fanno vedere poco (e mai di giorno), viaggiano spesso e Alexander non frequenta il locale Liceo. È home-schooled, ovvero sono gli insegnanti a venire a casa sua. In America è una pratica più diffusa che non in Europa, e una soluzione molto più credibile che non frequentare una scuola per cent’anni di fila. Inoltre la Schreiber non dice quanti anni abbia lo gnokko, potrebbe sul serio averne diciassette ed essere appena entrato nella gnokkaggine. Tra l’altro, in pratica fino all’ultima pagina, non si può neanche affermare con sicurezza che si è trattato di gnokki: se Alexander e genitori fossero solo dei ricconi eccentrici la storia funzionerebbe lo stesso senza il minimo intoppo.
Per questo Vampire Kisses non lo posso far rientrare nel fantasy, neppure nel sottogenere romantico di Twilight. E d’altra parte non è neanche un vero romanzo rosa perché…
mostra il finale ▼

…perché non rispetta uno dei canoni del genere: non c’è lieto fine. Il finale è un ottimo finale, che ho apprezzato molto, perché è coerente con lo svolgersi della storia e l’ambientazione, ma non puoi terminare un romanzo rosa con lui che invece di sposare lei prende e se ne va.

Da sottolineare infine due aspetti marginali ma che mi sono piaciuti: alcuni dialoghi deliziosamente dementi fra Raven e la sua amica del cuore, e il titolo stesso del romanzo: Vampire Kisses. Senza giri di parole, dritto al punto: gnokki e baci!

Vampire Kisses pur non ottenendo lo stesso successo di Twilight ha avuto comunque un notevole successo. La Schreiber ha pubblicato già cinque romanzi nella serie (dei quali non voglio sapere niente: mi spiacerebbe veder rovinato l’inappuntabile finale del primo volume), e altri tre sono previsti per il 2009-2010. In più dai romanzi è stato tratto un manga, Vampire Kisses: Blood Relatives, e secondo il sito dell’autrice la sceneggiatura per il film è in corso d’opera.
In Italia è da poco disponibile sia il primo volume della serie di romanzi sia il primo volume del manga. Per entrambi l’editore è Renoir Comics. Onestamente non so se valga i 12 euro richiesti, io ho letto l’edizione inglese presa da emule, e prima di spendere soldi consiglio di fare altrettanto (può essere un buon modo per cominciare a leggere in inglese, dato che qui stile e lessico sono molto semplici).

Copertina del manga
Copertina del primo volume del manga

Questa recensione è senza gamberi. Come detto Vampire Kisses non è un romanzo fantasy, è al 99% un romanzo rosa. Io ho letto la mia quota di romanzi romantici, ma non conosco abbastanza il genere per esprimere un giudizio sensato. Penso possa piacere a chi cerca una storia d’amore leggera e divertente. Però bisogna aver ben presente che i temi trattati sono del tipo: cosa mi metto al ballo della scuola? oddio, se papà scopre che gli ho rubato la racchetta fortunata mi metterà in punizione! Alexander mi ama, ma quanto mi ama? Perché non mi ha ancora baciata??? e così via… per quanto possa apprezzare l’abilità tecnica della Schreiber, questo non è esattamente il genere di storia che mi entusiasma.
Ovviamente il romanzo è consigliatissimo per le fan della Meyer: stessa storia, scritta meglio, cosa volete di più? Attente però: per apprezzare certi passaggi è richiesta una ghiandola dell’ironia funzionante…

[See post to watch Flash video]
Vampire Kisses reinterpretato dai fan (a cura della Pima County Public Library)

Approfondimenti:

bandiera IT Vampire Kisses su iBS.it
bandiera EN Vampire Kisses su Amazon.com
bandiera IT Vampire Kisses al sito dell’editore italiano (è possibile leggere un capitolo del romanzo e sfogliare alcune pagine del manga)
bandiera EN Il sito del manga
bandiera EN Ellen Schreiber su Wikipedia
bandiera EN Il sito ufficiale di Ellen Schreiber

bandiera IT La mia recensione di Twilight

 

26
dic

Rabbia(di Bassottina)

   Posted by: Reine Bassottina    in fantasy

Con che coraggio
si dichiarano sentimenti
se questi non esistono?
Con quale faccia,
hai il coraggio di guardarmi
se sono invisibile.
Con che coraggio
riesci a sorridere
come se niente fosse?
Io per colpa tua ora
mi ritrovo a sentirmi
un gioco tanto desiderato,
un’anima pestata da continui
silenzi.
Io sono viva e non voglio
morire per te.

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24
dic

Regalino dalla carissima amica Paperikat

   Posted by: Reine Bassottina    in fantasy

paperikat

Grazie carissima^^Sei stata molto carina

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24
dic

Regalino dal webmaster top

   Posted by: Reine Bassottina    in fantasy

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24
dic

LE RELIGIONI: I dieci comandamenti

   Posted by: Fabry    in fantasy

Nell’articolo precedente abbiamo iniziato un analisi della religione cattolica, spiegando come la festività del Natale non sia altro che una festa pagana adattata alle credenze del cristianesimo.
Vediamo oggi di analizzare una delle basi della religione cristiana, ovvero i Dieci Comandamenti.
Leggendo la Bibbia, e più precisamente l’Antico Testamento, capitolo dell’Esodo, vedremo il popolo ebraico guidato da Mosè in fuga dall’Egitto per recarsi alla Terra Promessa.
In un certo punto di questo viaggio vicino al monte Sinai gli Ebrei si fermano e Mosè sale sul monte per alcuni giorni, in questo periodo gli vengono dettati i Dieci Comandamenti.

Ne esiste un altra versione, che è leggermente diversa e la troviamo nel capitolo del Deuteronomio, sempre nell’Antico Testamento.

I Dieci Comandamenti secondo la tradizione ebraica dell’Esodo:

  1. Io sono l’eterno tuo Dio, che ti trasse dalla terra d’Egitto, dal luogo dove eri schiavo.
  2. Non avrai altro Dio che me; non ti farai o adorerai alcuna immagine o figura.
  3. Non pronunciare il nome del Signore Dio tuo invano.
  4. Onora il giorno del sabato per santificarlo
  5. Onora tuo padre e tua madre
  6. Non uccidere
  7. Non commettere adulterio
  8. Non rubare
  9. Non fare falsa testimonianza contro il tuo prossimo
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo; non desiderare sua moglie, nè il suo schiavo, nè la sua schiava, nè il suo bue, nè il suo asino, nè cosa alcuna appartenga al tuo prossimo.


Ecco qui di seguito la versione riconosciuta in ambito cattolico e luterano (che segue il testo del Deuteronomio):

  1. Io sono il Signore, tuo Dio. Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo nè immagine. Non ti prostrerai davanti a quelle cose.
  2. Non pronunciare invano il nome del signore tuo Dio
  3. Osserva il giorno di sabato per santificarlo
  4. Onora tuo padre e tua madre
  5. Non uccidere
  6. Non commettere adulterio
  7. Non rubare
  8. Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo
  9. Non desiderare la moglie del tuo prossimo
  10. Non desiderare la casa del tuo prossimo nè alcuna delle cose del tuo prossimo

Come vediamo le differenze sono lievi e comunque il significato è quello.
Secondo le scritture questi comandamenti sarebbero stati dettati da Dio a Mosè per suggellare l’alleanza che Dio fà con il suo popolo e regolano il rapporto tra Dio e il popolo e tra l’uomo e il suo prossimo.

Voglio adesso analizzare un testo antico, risalente ad un epoca antecedente ai Faraoni Egiziani, ma che ha continuato a guidare il popolo egiziano fino alla sua scomparsa, il Libro dei Morti.
Questo antico testo risalente al 3500a.c. ha 165 capitoli e parla di riti magici, metafisica e i vari stati dell’anima prima e soprattutto dopo la morte.

Serviva a pronunciare le formule magiche per facilitare il viaggio del morto nell’aldilà.

Quando un Faraone moriva c’era un complesso rito funebre e durante il rito si pronunciava una dichiarazione di innocenza di fronte a Osiride:

  • Non ho detto il falso
  • Non ho commesso razzie
  • Non ho rubato
  • Non ho ucciso uomini
  • Non ho commesso slealtà
  • Non ho sottratto le offerte al dio
  • Non ho detto bugie
  • Non ho sottratto cibo
  • Non ho disonorato la mia reputazione
  • Non ho commesso trasgressioni
  • Non ho ucciso tori sacri
  • Non ho commesso spergiuro
  • Non ho rubato il pane
  • Non ho origliato
  • Non ho parlato male di altri
  • Non ho litigato se non per cose giuste
  • Non ho commesso atti omosessuali
  • Non ho avuto comportamenti riprovevoli
  • Non ho spaventato nessuno
  • Non ho ceduto al’ira
  • Non sono stato sordo alle parole di verità
  • Non ho arrecato dirturbo
  • Non ho compiuto inganni
  • Non ho avuto una condotta cattiva
  • Non mi sono accoppiato (con un ragazzo)
  • Non sono stato negligente
  • Non sono stato litigioso
  • Non sono stato esageratamente attivo
  • Non sono stato impaziente
  • Non ho commesso affronti contro l’immagine di un dio
  • Non ho mancato alla mia parola
  • Non ho commesso cose malvagie
  • Non ho avuto visioni di demoni
  • Non ho congiurato contro il re
  • Non ho proceduto a stento nell’acqua
  • Non ho alzato la voce
  • Non ho ingiuriato dio
  • Non ho avuto dei privilegi a mio vantaggio
  • Non sono ricco se non grazie a ciò che mi appartiene
  • Non ho bestemmiato il nome del dio della città .

Ovviamente il testo qui sopra è semplificato, se qualcuno vuole leggere il Libro dei Morti completo può scaricarlo da qui.

Inoltre possiamo vedere altre analogie nel capitolo CXXV (125) che tratta del “testo per entrare nella Sala delle Verità e giustizia e per separare la persona dai peccati commessi e per vedere il volto degli dei.”

O tu dai larghi passi che appari a Heliopolis! Io non ho fatto il male! O tu che guardi indietro, che appari nel Ro-stau! Io non ho ucciso! O tu dalla faccia indietro, che appari nella caverna! Io non ho commesso atti impuri! O Uammit che appari nel luogo di immolazione! Io non ho commesso adulterio con una donna sposata! O Kenememti che appari in Kemenit! Io non ho bestemmiato! O frantumatore di ossa, che appari in Hetnen-nesut! Io non sono stato mentitore! O tu Narice che appari a Hermopolis! Io non sono stato invidioso! O vento di fuoco che appari a Menfi! Io non ho rubato cibo!

Quale conclusione possiamo trarre da tutto ciò ? teniamo presente che Mosè nacque in Egitto e oltre ad essere un consigliere del Faraone, secondo alcune leggende, ne sposò la sorella.
Mi pare il tutto abbastanza ovvio, i Dieci Comandamenti, che vengono insegnati a tutti, altro non sono che una preghiera appartenente ad un rito funebre degli antichi egizi.

alla prossima…

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23
dic

Tokyo Gore Police

   Posted by: Gamberetta    in fantasy

Yoshihiro Nishimura, già supervisore degli effetti speciali per Meatball Machine e The Machine Girl, è tornato alla regia con Tokyo Gore Police, un film horror d’azione con ambientazione futuristica straripante sangue, budella, mutilazioni, smembramenti, mutazioni, e macelleria varia. Direi che è il film ideale per la vigilia di Natale!

Locandina di Tokyo Gore Police
Locandina di Tokyo Gore Police

Tôkyô zankoku keisatsu (Tokyo Gore Police, 2008)
Tokyo.Gore.Police.2008.DVDRip.XviD-DOMiNO (DVDRip, ~1,37GB, audio AC3 5.1)
(giapponese con sottotitoli in inglese)

ATTENZIONE. Se la vista del sangue vi impressiona NON guardate neanche il trailer.

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Trailer di Tokyo Gore Police

A proposito di Natale, so che ormai è la vigilia e dunque un po’ tardi, ma se siete ancora incerti sui regali e avete qualche amica appassionata dei romanzi della signora Meyer o della signora Troisi, questo potrebbe essere il dono perfetto:

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Pubblicità Progresso

Buon Natale a Tutti! chikas_pink53.gif

23
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Nelle Nebbie del Tempo

   Posted by: Gamberetta    in fantasy

Via emule è disponibile il romanzo Nelle Nebbie del Tempo di Lanfranco Fabriani, vincitore del Premio Urania 2004. È il seguito di Lungo i Vicoli del Tempo a sua volta vincitore del Premio Urania nel 2000.

Copertina di Nelle Nebbie del Tempo
Copertina di Nelle Nebbie del Tempo

eBook.ITA.3523.Lanfranco.Fabriani.
Nelle.Nebbie.Del.Tempo.(doc.lit.pdf.rtf).[Hyps].rar
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Trama:

In Italia, a Roma, esiste una branca del servizio segreto i cui agenti sono chiamati a risolvere complotti molto particolari. Il loro obiettivo è la stabilità, il loro campo d’azione è il passato storico. Nell’infinita lotta con i servizi temporali rivali, gli agenti del gruppo – già protagonisti di Lungo i vicoli del tempo – si trovano ora ad affrontare un nemico del tutto imprevisto. Lo scontro ha per oggetto uno dei punti nodali della storia del mondo e coinvolge un personaggio insospettabile come Cristoforo Colombo.

23
dic

SCOPERTE SCIENTIFICHE: Lo zero

   Posted by: Fabry    in fantasy

Gli esseri umani hanno manipolato i numeri fin da quando hanno iniziato a scrivere, circa 23 secoli a.c. Probabilmente, in genere si tendeva a tracciare dei segni per le unità, in modo che 4 era ////.
Segni diversi venivano introdotti per i gruppi di cinque, di dieci e di cinquanta, in modo da evitare di tracciare un numero eccessivo di segni. Oppure , come nel caso degli ebrei e dei greci, si sarebbero usate lettere dell’alfabeto.
A qualcuno probabilmente sarà accaduto di utilizzare gli stessi numeri per le unità, le decine, le centinaia e così via, semplicemente ponendoli in posizioni diverse per ogni livello, come su un pallottoliere. Nessuno provò ad utilizzare questa numerazione posizionale, tuttavia, perchè nessuno pensò ad utilizzare un simbolo per designare il livello del pallottoliere in cui non era stata spostata alcuna pallina. Per esempio, se volete indicare 507 su un pallottoliere, spostate 5 palline al livello delle centinaia e 7 a quello delle unità.
Potete prendere nota del 5 e del 7, ma come potete indicare che il livello delle decine non è stato toccato?
Intorno al 600 un matematico indiano, Brahmagupta, suggerì di assegnare un simbolo particolare a tale livello del pallottoliere, che non era stato toccato. Ciò significava che non si poteva più confondere 507 con 57 o 570. Il nostro simbolo è 0 e lo chiamiamo zero.Il primo illustre matematico che utilizzò questa numerazione posizionale fù un arabo, Muhammad ibn Al-Khwarizmi (780-850), che scrisse un libro in cui utilizzava lo zero, intorno all’810. Nel libro coniò un termine che in italiano divenne algebra.

Il nuovo sistema penetrò lentamente in Europa, che impiegò dei secoli per rinunciare agli scomodi numeri romani, e ad adottare i nuovi numeri arabi (anche se naturalmente all’inizio i numeri erano indiani).
Ci vollero secoli per superare l’abitudine di restare legati a qualcosa di scomodo ma consueto, per adottare qualcosa di migliore ma nuovo.

Tuttavia alla fine vi riuscirono, e il passaggio rese più democratico il calcolo aritmetico,
mettendolo alla portata di tutti.

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23
dic

Dal sito soffio di magia^^:Il regalino

   Posted by: Reine Bassottina    in fantasy


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22
dic

THE VENOMOUS WORLD: La rana dorata

   Posted by: Fabry    in fantasy

Nelle foreste pluviali del sud est della Colombia, in una piccola area vicino al Rio Patia e nel Rio Sarija possiamo trovare un piccolo anfibio, di colore giallo-verdino, questa rana appartiene alla famiglia delle Dendrobatidae il suo genere è Phyllobates, e il suo nome scentifico è Phyllobates terribilis.
Come potete vedere dall’immagine a sinistra è un animaletto simpatico e apparentemente innocuo, ma invece il nome ha un qualcosa di tremendo e letale. Difatti ci troviamo davanti all’animale più velenoso del mondo, la Golden poison frog.

Questa rana è lunga circa 5 centimetri, nella fase di riproduzione arriva fino a 30 girini, la particolarità della riproduzione è che la femmina depone le uova e dopo circa due ore il maschio le fertilizza, dopo circa 15-20 giorni avremo i piccoli.


Gli Indios Chocò in Colombia utilizzano queste rane per avvelenare i dardi delle cerbottane.
Quando trovano una Phyllobates Terribilis la catturano e gli infilano un bastoncino di legno in bocca, la rana per difendersi inizia a secernere il veleno da ghiandole cutanee sulla schiena. Gli indios sfregano i loro dardi impregnandoli con il potente veleno e dopo liberano la rana. Normalmente i dardi avvelenati vengono utilizzati per cacciare o per difendersi dai pericolosi felini della zona. Lo stesso succede quando una rana viene catturata da un predatore, il forte stress fà produrre il veleno e lo sfortunato animale che tentava di mangiare la Rana Dorata si ritrova avvelenato dalla stessa. La colorazione vivace difatti è sinonimo di pericolo e indica che è pericoloso tentare di cibarsi di questo simpatico bocconcino.

Dalla pelle di questi anfibi sono stati isolati più di 400 alcaloidi di 20 classi strutturali, le principali sono: le batracotossine, le istrionicotossine, le pumiliotossine e le epibatidine.
Queste tossine aumentano la permeabilità delle membrane dei nervi e dei muscoli agli ioni del sodio, l’effetto degli ioni di sodio nelle cellule sono una depolarizzazione elettrica irreversibile che provoca l’ostruzione dei segnali dei nervi, alcune cellule del cuore sono molto sensibili a questo, si provoca quindi un aritmia e un arresto cardiaco.
La produzione di una sola rana è sufficente ad uccidere oltre 100 uomini, il suo LD50 è di 0,002 mg/Kg.
La Rana Dorata si nutre di insetti, i quali a loro volta mangiano numerose tipologie di foglie che contengono alcaloidi velenosi, la produzione del veleno è dovuto quindi all’alimentazione della rana, difatti se si cattura una Phyllobates Terribilis e la si tiene in cattività dopo circa un anno la potenzialità del veleno è dimezzata, i piccoli che nascono in cattività sono totalmente innocui.

Nella cartina vedete la diffusione delle Phyllobates, ne esistono di varie specie, tutte poco meno velenose della Terribilis, nella zona tra la Costa Rica e Panama c’è la Phyllobates Lugubris (a sinistra), nel sud-est della Costa Rica la Phyllobates Vittatus (a destra).

Nel nord-est della colombia c’è la Phyllobates Aurotaenia (a sinistra) e la Phyllobates bicolor (sotto)

Esistono inoltre altre colorazioni e tipologie delle Phyllobates come quella blu(sinistra) oppure blu-rossa conosciuta come blue-jeans frog che vive in Costa Rica (sotto)

Abbiamo visto come un simpatico animaletto, apparentemente innocuo, si sia rivelato l’animale più velenoso del mondo, però c’è una particolarità, questa rana non ha la possibilità di inoculare il veleno, quindi paradossalmente, tra gli animali velenosi, è il meno letale.

Nel prossimo articolo faremo una panoramica e valuteremo quali sono gli animali più letali, faremo inoltre una classifica dei più velenosi valutando il parametro LD50.

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